Medicina integrata – alternative

Responsabili dott. A. Becorpi, D. Gullo

SIGITE   ----Area di competenza: Medicina Integrata/Alternativa,

Referenti: Domenico Gullo -Angela. Becorpi,

  

Presentazione a cura del DR.DOMENICO GULLO.

il termine “Medicina Integrata”, nato qualche anno fa, ha avuto una grande diffusione e sta sostituendo quelli di Medicina Alternativa” e “Olistica”.

La prima ingloba tutte le metodiche terapeutiche non riconosciute dalla Medicina ufficiale ed ha iniziato a diffondersi negli anni settanta come una medicina “dolce e naturale”. La seconda ha il significato di considerare non solamente i singoli i disturbi che il paziente può presentare ma anche di contemplare una visione globale del paziente non parcellizzato dalle specializzazioni della medicina ufficiale.

Nel frattempo le Medicine Alternative sono diventate un fenomeno sociale in crescita esponenziale senza una corrispettiva normativa istituzionale. Da qui l’esigenza di disciplinarle e di “integrarle” con la Medicina convenzionale ed accademica.

Si è coniato allora il termine “Medicine non convenzionali” (non più “alternative”) non in contrapposizione con la medicina ufficiale ma parallele ad essa, complementari, integrate e comunque da sottoporre a validazione scientifica, sia di efficacia, sia di sicurezza, con i metodi di ricerca della medicina ufficiale. Nasce così, negli anni 80-90, la Medicina Integrata e complementare.

Il primo organismo statale a occuparsi nel mondo occidentale di medicine e terapie diverse da quelle convenzionali è stato l’Office of alternative medicine, istituito nel 1992 negli USA nei National Institutes of Health (NIH). Pochi anni dopo l’Office si trasforma in National Center for Complementary and Alternative Medicine (NCCAM). Nel frattempo si diffonde, sempre negli USA, il termine Medicina Integrata (Integrative Medicine) che nell’Europa anglosassone diventa Integrated Medicine, vista la complementarietà di tali discipline 

Nel frattempo in tutti i Paesi industrializzati si osserva un ulteriore incremento dell’uso delle medicine complementari, specialmente tra le donne. Le più diffuse sono: agopuntura, omeopatia, fitoterapia e trattamenti manuali. Negli USA le più celebri università si riuniscono nel Consortium of Academic Health Centers for Integrative Medicine con una forte prevalenza di centri Oncologici miranti a validare scientificamente le terapie complementari e alternative.

In Italia il 18 maggio2002 il Consiglio della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO), si riunisce a Terni e approva un documento nel quale si dettano le linee guida per riconoscere come atti medici solo alcune pratiche terapeutiche non convenzionali. I criteri di selezione sono stati ripresi sia dalla Risoluzione n.75 del Parlamento europeo del 29/5/97, sia dalla Risoluzione n. 1206 del Consiglio d’Europa del 4/11/99, sia tenendo conto del sempre più frequente ricorso ad alcune di esse da parte dei cittadini.  

Le pratiche terapeutiche riconosciute sono:

  1. Agopuntura
  2. Fitoterapia
  3. Medicina Ayurvedica
  4. Medicina Antroposofica
  5. Medicina Omeopatica
  6. Medicina Tradizionale cinese
  7. Omo tossicologia
  8. Osteopatia
  9. Chiropratica

 

La regolamentazione dell’esercizio delle Medicine complementari – Alternative (CAM) è molto varia in Europa. Una particolare attenzione richiedono le pratiche fitoterapiche. L’uso delle piante a scopo terapeutico è antichissimo. L’industria utilizza numerose sostanze vegetali come fonte di molecole per uso farmacologico e di sintesi, per cui si tende a riservare la prescrizione delle piante medicinali ai medici i quali devono a loro volta valutare l’efficacia o gli eventuali effetti collaterali di un determinato principio attivo anche se di origine vegetale (flori - fitoterapia) rispetto ad una miscela di molecole agoniste – antagoniste tipiche del fitocomplesso.

Rispetto ad altre MCA la fitoterapia si trova in uno stato di maggior affinità con i paradigmi della medicina convenzionale ufficiale. L'origine della moderna farmacologia può essere infatti ricondotta all'antica erboristeria e le farmacopee di numerosi paesi industrializzati annoverano preparati a base di estratti di piante medicinali che esplicano una specifica attività farmacologica, pur non essendo talora noti i meccanismi di azione. Una delle principali differenze rispetto alla terapia farmacologica ufficiale consiste nell’ eventualità che alcuni estratti non purificati di erbe potrebbero contenere anche svariati componenti diversi che interagendo potrebbero produrre, in maniera antagonista o agonista, un esito diverso o addirittura superiore alla semplice somma degli effetti attribuibili ai singoli componenti.

Tale argomento è rilevante in quanto oggi molti integratori per uso terapeutico, con effetto biologico in ginecologia, hanno una provenienza vegetale quindi corre l’obbligo di possedere nozioni sulla validità terapeutica e sulla loro sicurezza. A tal riguardo l’Istituto Superiore di Sanità ha attivato un sistema di  raccolta di segnalazioni di eventuali reazioni avverse da piante medicinali e integratori alimentari mediante una scheda  simile a quella in uso per la vigilanza sul farmaco etico (http://www.epicentro.iss.it/focus/erbe/pdf/scheda_fito.pdf;22 apr.2010).

 Non bisogna però confondere la medicina integrativa con l’uso degli integratori alimentari il cui utilizzo va inteso nell’ambito di uno stile di vita sano ed equilibrato e non come sostituti di una dieta alimentare che dovrà essere variata e bilanciata in base alle attività svolte. Quest’ultimo aspetto apre ad un’area importante nell'ambito delle terapie biologiche: quella relativa alla terapia nutrizionale che ricorre alla modificazione delle abitudini dietetiche mediante alimenti/modelli alimentari (es. la dieta mediterranea) funzionali”.

 Questi ultimi hanno dimostrato la capacità di modificare una o più funzioni fisiologiche del corpo umano con significativi vantaggi per la salute, con riduzione del rischio di malattia, acquisendo l’autorizzazione ad esporre in etichetta il beneficio procurato (health claim). Il promettente e vasto campo di ricerca sul cibo come farmaco allarga gli orizzonti della conoscenza verso il nuovo capitolo della Nutraceutica che non è stato ignorata dalla SIGITE.  

La SIGITE è una società scientifica i cui componenti sono prevalentemente allopatici, esercitano quindi la medicina ufficiale ma guardano con grande interesse alla medicina integrata ed ai professionisti che la praticano. Con altrettanto grande attenzione osservano le applicazioni della medicina integrata, l’uso degli integratori e della nutraceutica, senza peraltro perdere di vista le società scientifiche che le rappresentano e ne studiano gli effetti.

Bibliografia