Menopausa dopo il cancro

1

Responsabile Dr.Lino Del Pup

 

Per una adeguata salute e qualità di vita in menopausa e terza età, vi sono dei trattamenti efficaci e sicuri, anche in caso di neoplasie: terapie ormonali e anche non ormonali, indicazioni su stile di vita ed esercizi mirati.

LA MENOPAUSA NELLE PAZIENTI ONCOLOGICHE

I trattamenti oncologici, in particolare la chemioterapia con gli agenti alchilanti e la radioterapia a livello pelvico, tendono ad anticipare la data della menopausa o la inducono direttamente, come nel caso dell’ovariectomia. L’impatto sulla qualità di vita è rilevante per diversi fattori variamente combinati: età spesso giovane, inizio brusco dei sintomi, effetti accentuati dalle terapie antiestrogeniche ed impatto psicologico concomitante della consapevolezza della prognosi, della mutata immagine corporea, dei trattamenti oncologici e della menopausa. 
Il numero di pazienti trattate per neoplasie estrogeno-sensibili che sopravvivono e desiderano una migliore qualità di vita è in aumento. Le neoplasie mammarie rappresentano la maggioranza di questi casi, seguite dalle neoplasie endometriali e non possono usare la terapia ormonale sostitutiva. A queste pazienti viene purtroppo spesso detto che non possono usare nulla. In realtà vi sono trattamenti, meno efficaci dell’HRT, ma che si sono dimostrati più efficaci del placebo, in studi randomizzati e controllati: antidepressivi, come la venlafaxina o la paroxetina, farmaci, come gabapentina e clonidina, oppure estratti naturali, come ad esempio estratti di polline e vitamina E.

La venlafaxina è il farmaco più studiato per questa indicazione e una parte rilevante delle pazienti neoplastiche ha anche necessità di trattare la depressione, che spesso è presente ed è latente. I rischi sembrano trascurabili e la tollerabilità buona. L’efficacia si può già rilevare dopo una o due settimane. Inizialmente è meglio partire con 37.5 mg die.

Successivamente generalmente la dose di 75 mg die è quelle che raggiunge il miglior compromesso tra efficacia e tollerabilità. L’unico limite rilevante, condiviso con tutti gli altri farmaci, non ormonali, è che le valutazioni di efficacia e sicurezza sono fatte su studi a breve termine, mentre la sintomatologia climaterica presuppone un trattamento anche di

alcuni anni. Gli altri antidepressivi di nuova generazione ed in particolare la paroxetina sono un’alternativa valida, ma non usabile insieme al tamoxifene. Se un antidepressivo non funziona in una data paziente vale la pena provarne un altro dato che la riposta è soggettiva. Alle donne ipertese che non tollerano o non accettano gli antidepressivi si può proporre la clonidina meglio transdermica che ha il vantaggio di una dismissione più costante e dell’applicazione settimanale iniziando con la dose di 2.5 mg (TTS1) e poi raddoppiando se necessario. La pressione sanguigna va monitorizzata e la paziente informata delle possibili ipotensioni ortostatiche con rischio di caduta e quindi di frattura.

La gabapentina può essere considerata come terza scelta in quanto è un farmaco di cui si ha minore esperienza ed è difficile giustificarne l’uso. La dose efficace, in base a studi randomizzati controllati con il placebo, è di 300 mg per tre volte al di e ci si deve arrivare gradualmente usando inizialmente le cps da 100mg. L’estratto di polline e vitamina E tende a ripristinare il meccanismo di termoregolazione riducendo vampate e sudorazioni e ad aumentare la serotonina agendo su irritabilità, disturbi dell’umore, disturbi del sonno e senso di stanchezza.

L’atrofia vaginale ed i disturbi vaginali correlati possono essere trattati con farmaci quali l’ospemifene, in modo efficace e sicuro, anche in donne che hanno avuto un cancro mammario e che hanno terminato il trattamento oncologico.

Alleviare i sintomi climaterici inoltre non solo non è sinonimo di dare gli ormoni o comunque di prescrivere farmaci, ma è un insieme di atti medici, a volte multidisciplinari, personalizzati e modulati nel tempo, finalizzati al prendersi cura della donna che attraversa il periodo critico climaterico con l’obiettivo principale di migliorarne la qualità delle vita e di prevenire ulteriori patologie. Per cui l’ascolto, l’empatia e i consigli comportamentali vanno sempre attuati e completati da eventuali prescrizioni.

Caratteristiche tipiche della menopausa nelle donne con neoplasie:

Indotta da chemioterapia, radioterapia e/o interventi

Accentuata dalla terapia antiestrogenica e uso di analoghi del Gn RH

Intrisa di problematiche psico-oncologiche, di immagine e sessuali

Trattabile solo con terapie non ormonali (nelle neoplasie ormono sensibili)


 

Dolori pelvici

 

 


 

Procreazione assistita

 

 

 

Pap Test e Colposcopia